Ragazzi, sono arrivati, sono fra noi. Ero su Youtube, tutta tranquilla, a vedere la nuova pubblicità della Apple, Think Different. Torno in homepage (anche se non mi piace guardare l'home page di Youtube, vattelapesca perché). E vedo un video. Titolo: "Bologna, Maometto e San Petronio". Attiratta dalla parola magica "Bologna" e dall'insolito titolo, clicco. E mi trovo davanti ad un video che ha una grafica da telegiornale, ma che non ricorda solo un tg, ma qualcosa di ben più inquietante. Leggo il nome dell'autore e ci trovo scritto: "La TV della Libertà". Argh! Colpo apoplettico! Se leggete libertà, miei prodi, diffidate! C'è sempre una sola, e bella grossa, dietro! Vado nel profilo e trovo finalmente il link al sito della Tv della Libertà. Orrore. Sì. Immaginate bene, benissimo. C'è dietro la rossa forzuta, la famosa Sciura Brambilla. Diomio. Leggetevelo eh, il sito. Si son fatti il sito, il canale su Youtube, il giornale su web, i video, praticamente un'operazione di viralmarketing politico. C'è da mettersi le mani nei capelli. Ovviamente al buon Silvio, visto che la tv generalista va declinando in ascolti, non bastavano più enne canali tv, giornali, settimanali, supermercati, bacnhe, immobiliari, radio, ci voleva anche un presidio sul web. E non un semplice sito, ma qualche strumento che parlasse col linguaggio di noi gggiovani (?), con gli strumenti della contemporaneità. Ma tutto un po' mascherato, così che si crei una inconsapevole mentalità, un naturale favore verso il partito e la coalizione di centro destra. La tristezza mi è immane, cari. Vengo confortata soltanto dalla imrpobabile bruttezza del conduttore del video su Bologna. Lombroso, salvaci tu!
Un'amico, durante i mieisolitidiscorsi - che molti di voi già sapete di che sto parlando - mi dice:
Amico: "beh, queste bib sibi facuku"
Non è ancora chiaro se si tratti di Swahili, di demenza senile ante litteram o di un oscuro linguaggio archetipico. Fatto sta, cade a pennello. La traduzione? "beh, queste non sono cose semplici..."
"Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora; in altre parole questa è la storia di uno sfiduciato che non è piu' padrone di sé e insieme la storia di un egomanicaco, per costituzione e non per facezia - questo tanto per cominciare dal principio con ordine ed enucleare la verità, perché è proprio questo che voglio fare. - Cominciò una calda notte d'estate, sì, con lei seduta su un parafango quando Julien Alexander che sarebbe... Ma comincio dalla storia dei sotterranei di San Francisco. [...] Scatenata nei tetri pomeriggi nella stanza di Julien e Julien seduto che non le bada ma fissa il grigio vuoto delle tarme e si muove solo di tanto in tanto per chiudere la finestra o mutar l'incrocio dei ginocchi, tondi occhi sbarrati in una meditazione così lunga e così misteriosa e come dico io così Cristo, veramente, così agnello anche dal di fuori, da far impazzire chiunque..."
(Jack Kerouac, da I sotterranei, Feltrinelli, 1976)
Ce la mettono tutta. Dopo i giocattoli tossici, le batterie che esplodono, ecco i vestiti cancerogeni. Sembra che non ci sia proprio più alcuna mezza stagione. Fuori intanto piove come se fosse Novembre. Proprio dopo poche ore di distanza dalla mia statuaria affermazione: "finché ci sono i temporali, mi va bene! Basta che non piova come a novembre!". Ed ecco la pioggia più autunnale battere ai vetri delle finestre.
Venendo verso il mio mattatoio quotidiano, oggi, sentivo come mio solito i saggi programmi di Radio24. Non c'è il mio beneamato, ma un sostituto dall'accento capitolino. Si parlava, udite udite, di Milano. Vari intervistati, unici assenti i rappresentanti della città. De Corato - e con lui l'amministrazione comunale - sembrava aver declinato l'invito a partecipare. Tra gli ospiti anche l'autore di Milano da morire, un libro tagliente sulla tanto discussa capitale del Nord. Inutile dire che quando sento queste cose, ad esempio che Milano si sta spopolando e che rischia di diventare una città di vecchi ricchi e povere badanti, e tutte queste cose insieme, ecco che un turbinio misto tra ansia nausea e capogiro mi prende e vorrei avere in dotazione un teletrasporto cosmico che mi faccia atterrare in un posto in cui le persone non debbano lamentarsi di dove vivono ogni 5 minuti. Un posto in cui le persone non si vergognino di dove vivono, dove anche passeggiare ha un senso, dove esistono piazze e se non ci son piazze esistono locali e bar e luoghi attraenti e originali. Un posto dove ci sia del cuore oltre al denaro, e dove uno possa tornare col treno sentendosi dentro al petto la parola CASA e non PATIBOLO. Ho pensato così a lungo a questa città che ora mi basta sentirne il nome per avere mal di testa. E' che non arrivo mai a nessuna conclusione.
"Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, sopratutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua [...] sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (sono ora un ricordo abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta)."
Pier Paolo Pasolini , 1° febbraio 1975. L'articolo delle lucciole, in Scritti Corsari, p. 405.