MARGOPOLIS

Me, and You, and bla bla bla...
giovedì, 30 agosto 2007

Nel mio ufficio, un grande ufficio su più piani in un antico palazzo ristrutturato con tutti i crismi, è successa una mini rivoluzione. E' il classico ufficio con le scrivanie in openspace, tanti computer uno di fronte all'altro, ognuno che scrive telefona per conto suom cose così. Insomma. Tra i tanti e le tante con cui più di cinque minuti cinque cronometrati non è possibile continuare a parlare (causa fine improvvisa degli argomenti e della voglia), c'era un gruppetto di colleghi invece carini e simpatici e tranquilli e alla mano. Da qualche giorno si è sparsa la voce - poi diventata angusta realtà - che questi figurini sarebbero stati spostati al piano superiore. Proprio tutto, baracca burattini, computer e fogliettini. Ed io ora rimango in un vuoto e silenzio assordante, costretta a sorbirmi cinguettii non desiderati, e obbligata, dico obbligata, a perdere tempo per sopravvivere. Desidero essere lungamente compatita, mi raccomando.
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categoria: cronache marziane


mercoledì, 29 agosto 2007

Sono arrivati

Ragazzi, sono arrivati, sono fra noi. Ero su Youtube, tutta tranquilla, a vedere la nuova pubblicità della Apple, Think Different. Torno in homepage (anche se non mi piace guardare l'home page di Youtube, vattelapesca perché). E vedo un video. Titolo: "Bologna, Maometto e San Petronio". Attiratta dalla parola magica "Bologna" e dall'insolito titolo, clicco. E mi trovo davanti ad un video che ha una grafica da telegiornale, ma che non ricorda solo un tg, ma qualcosa di ben più inquietante. Leggo il nome dell'autore e ci trovo scritto: "La TV della Libertà". Argh! Colpo apoplettico! Se leggete libertà, miei prodi, diffidate! C'è sempre una sola, e bella grossa, dietro! Vado nel profilo e trovo finalmente il link al sito della Tv della Libertà. Orrore. Sì. Immaginate bene, benissimo. C'è dietro la rossa forzuta, la famosa Sciura Brambilla. Diomio. Leggetevelo eh, il sito. Si son fatti il sito, il canale su Youtube, il giornale su web, i video, praticamente un'operazione di viralmarketing politico. C'è da mettersi le mani nei capelli. Ovviamente al buon Silvio, visto che la tv generalista va declinando in ascolti, non bastavano più enne canali tv, giornali, settimanali, supermercati, bacnhe, immobiliari, radio, ci voleva anche un presidio sul web. E non un semplice sito, ma qualche strumento che parlasse col linguaggio di noi gggiovani (?), con gli strumenti della contemporaneità. Ma tutto un po' mascherato, così che si crei una inconsapevole mentalità, un naturale favore verso il partito e la coalizione di centro destra. La tristezza mi è immane, cari. Vengo confortata soltanto dalla imrpobabile bruttezza del conduttore del video su Bologna. Lombroso, salvaci tu!

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martedì, 28 agosto 2007

People who love bad news

Stasera, rientrando a casa, riflettevo su come proceda il destino. Stavo infilando la chiave nel portone di ferro, e osservando gli incavi della chiave e quelli della serratura mi dicevo, "funziona proprio così. Magari uno aspetta, tituba, latita, e non sa perché, poi però arriva a capire il motivo, perché piano piano tutti gli eventi prendono un percorso, una strada, e le decisioni si compongono come l'immagine in un puzzle, indistinguibile all'inizio, evidente alla fine". Mi raccontavo tutte queste belle storie convinta che la chiamata che covava nel cellulare fosse una good news. E invece, cari miei, mi sbagliavo. E quando ho realizzato che come al solito avevo anteposto il carro ai buoi, mi sono sentita di parecchio stupida. E ho pensato che la storia delle chiavi nella toppa era una bella favoletta della buonanotte che mi racconto di tanto in tanto, e sulla questione del destino mi ritrovo punto e accapo.
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categoria: proust


lunedì, 27 agosto 2007

bib sibi facuku

Un'amico, durante i mieisolitidiscorsi - che molti di voi già sapete di che sto parlando - mi dice:

Amico: "beh, queste bib sibi facuku"

Non è ancora chiaro se si tratti di Swahili, di demenza senile ante litteram o di un oscuro linguaggio archetipico. Fatto sta, cade a pennello. La traduzione? "beh, queste non sono cose semplici..."

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venerdì, 24 agosto 2007

L'accordo di la

Si diceva con qualcuno, quand'è che suona BUGO, è un sacco che non si vede, ma com'è che non si incrocia più, dopo la full immersion dello scorso anno. Ebbene. Gli occhi mi sono appena caduti su una cartolina appoggiata sul tavolino da almeno un mese e mezzo - attenzione a corrente alternata, o cecità emotiva - ed ecco stagliarsi sul fondo gialloverde le quattro lettere fatidiche. Il BUGO suona il 30 agosto alla festa dell'Unità provinciale di Lecco. Attenzione quindi, non Milano, ma Lecco. E non fate stupidi giochi di parole (anche se, in effetti, a pensarci, Bugo, Milano, Lecco...........) Oh-ho!

30/08 BUGO (Ingresso gratuito)
opening act: I COSI
c/o Festa De L'Unità di Lecco
Fiera S. Giuseppe Artigiano – Osnago (LC)
(qui il programma completo dei concerti)
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categoria: things to do


giovedì, 23 agosto 2007

Music sounds better with you

"Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora; in altre parole questa è la storia di uno sfiduciato che non è piu' padrone di sé e insieme la storia di un egomanicaco, per costituzione e non per facezia - questo tanto per cominciare dal principio con ordine ed enucleare la verità, perché è proprio questo che voglio fare. - Cominciò una calda notte d'estate, sì, con lei seduta su un parafango quando Julien Alexander che sarebbe... Ma comincio dalla storia dei sotterranei di San Francisco. [...] Scatenata nei tetri pomeriggi nella stanza di Julien e Julien seduto che non le bada ma fissa il grigio vuoto delle tarme e si muove solo di tanto in tanto per chiudere la finestra o mutar l'incrocio dei ginocchi, tondi occhi sbarrati in una meditazione così lunga e così misteriosa e come dico io così Cristo, veramente, così agnello anche dal di fuori, da far impazzire chiunque..."

(Jack Kerouac, da I sotterranei, Feltrinelli, 1976)

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categoria: proust


martedì, 21 agosto 2007

Vieni vieni vieni

C'è qualcosa di così banale in tutta questa storia. Rancorosi e timorosi ecco l'allegra brigata in corsa per inseguire il PD con un nuovo eccitante nome PDL, il partito della libertà. Come ogni buon uomo marketing, il nostro S.B. decide di depositare il marchio, creare il brand, un nome e un simbolo, un'immagine. Il contenuto, checcefrecca?, verrà da se', intanto segniamo la posizione, diamo una concretezza visiva e simbolica alla cosa. E poi, suvvia, questa Brambilla, ma come si fa a non ridere? Brambilla è uno dei cognomi più diffusi in lombardia, il paradigma della banalità, la Sciura Brambilla, insieme a al Siur Berlusconi fanno l'accoppiata più Aiazzone che si potesse inventare. E alla fine perché prendersela, quando t'accorgi di stare vivendo in una gigantesca, pantagruelica e grottesca televendita? Nasce il partito della libertà, evviva il partito della libertà!

 

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martedì, 21 agosto 2007

Marciare

Forse voi non siete mai stati così. Così intendo come in un frullatore. O nella centrifuga. Io è diversi (mill)anni che vado avanti così. Tutto iniziò tanto tempo fa, quando le primule si sfacevano al caldo estivo. E iniziavano i tempi turbolenti e ventosi di una nuova era. Allora, ogni profilo del vasto orizzonte sembrava cosa palpabile. Eppure, anche allora, questa vasta immensità che ti si srotolava davanti agli occhi era come un immenso bacino acquatico che attrae e repelle al contempo. Come non affogare in quel blu tendente all'argento, dove lo spazio si appiattisce come inesistente? Poi è arrivato il periodo del sentiero scosceso verde nella radura boschiva. Lì finalmente potevi assaporare colori e odori, guardare le farfalle sbattere le ali senza troppa apprensione per ciò che sarebbe accaduto dalle parti del Giappone. Ma il sentiero è finito, da un bel pezzo, e se ti ritrovi ancora qui, sull'orlo del crepaccio, davanti alla infinita distesa grigiazzurra, non puoi non sentire questo turbinante senso di vertigine come una condanna, o un destino.
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categoria: proust


lunedì, 20 agosto 2007

Formaldeide

Ce la mettono tutta. Dopo i giocattoli tossici, le batterie che esplodono, ecco i vestiti cancerogeni. Sembra che non ci sia proprio più alcuna mezza stagione. Fuori intanto piove come se fosse Novembre. Proprio dopo poche ore di distanza dalla mia statuaria affermazione: "finché ci sono i temporali, mi va bene! Basta che non piova come a novembre!". Ed ecco la pioggia più autunnale battere ai vetri delle finestre.

Venendo verso il mio mattatoio quotidiano, oggi, sentivo come mio solito i saggi programmi di Radio24. Non c'è il mio beneamato, ma un sostituto dall'accento capitolino. Si parlava, udite udite, di Milano. Vari intervistati, unici assenti i rappresentanti della città. De Corato - e con lui l'amministrazione comunale -  sembrava aver declinato l'invito a partecipare. Tra gli ospiti anche l'autore di Milano da morire, un libro tagliente sulla tanto discussa capitale del Nord. Inutile dire che quando sento queste cose, ad esempio che Milano si sta spopolando e che rischia di diventare una città di vecchi ricchi e povere badanti, e tutte queste cose insieme, ecco che un turbinio misto tra ansia nausea e capogiro mi prende e vorrei avere in dotazione un teletrasporto cosmico che mi faccia atterrare in un posto in cui le persone non debbano lamentarsi di dove vivono ogni 5 minuti. Un posto in cui le persone non si vergognino di dove vivono, dove anche passeggiare ha un senso, dove esistono piazze e se non ci son piazze esistono locali e bar e luoghi attraenti e originali. Un posto dove ci sia del cuore oltre al denaro, e dove uno possa tornare col treno sentendosi dentro al petto la parola CASA e non PATIBOLO. Ho pensato così a lungo a questa città che ora mi basta sentirne il nome per avere mal di testa. E' che non arrivo mai a nessuna conclusione.

"Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, sopratutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua [...] sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (sono ora un ricordo abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta)."
Pier Paolo Pasolini , 1° febbraio 1975. L'articolo delle lucciole, in Scritti Corsari, p. 405.

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domenica, 19 agosto 2007

Anema e cozze

Tornare a Milano dopo qualche giorno che fa quasi due settimane di latitanza fa un effetto strano. Stasera ero a prendere una pizza (una, sì, una) in una pizzeria qui vicino. Mentre aspettavo braccia conserte mi sono messa a guardare il piccolo banco del pesce esposto ai clienti. Un surrogato di banco del pesce, una dimostrazione di bontà e freschezza ad uso di una annoiata e prevedibilie clientela bon-ton milanese. C'erano calamari, vongole, orate, gamberi. Tutti belli e puliti. Eppure, avevano un qualcosa di così triste. Adagiati sul ghiaccio tritato, rosa, rossi, bianchi e grigi. Spenti nella loro inanimità (concedetemi la parola). Il fatto è che - riflettevo - il pesce a Milano è un controsenso. Un paradosso. Ed io, appena tornata dalle ferie (sì, le ferie) mi sento come quei pesci sul ghiaccio. Inanimati e completamente fuori luogo.
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