Non so sarà l'anno bisestile la lontananza la difficoltà di giungere ad un comune sentire, fatto sta che mai come quest'anno si è rivelato in tutta la sua complicazione il fatidico evento, il capodanno.
Chi preferisce stare a casa, chi si ammala a tempo debito, chi vorrebbe una festa indimenticabile e chi invece vorrebbe solo dimenticare, chi vorrebbe stare tra pochi intimi e conosciuti e chi invece si infila in una discoteca strapiena di perfetti sconosciuti, chi se ne va dalla sua città e si fa 300 kilometri e chi da un altra città si fa altri 300 km per andare dove il primo era fuggito, in un rigurgito e movimeento collettivo per tutta la penisola. Perché mai il capodanno deve gettare tanto scompiglio? Ed è facile dire, fai finta di niente, una serata come le altre. Tutti sanno, anche senza voler sapere, che non è una serata come le altre, se non altro perché piazzata lì, in mezzo alle festività, risulta come un punto nero da dover estirpare e tutti s'affannano a trovare il modo migliore. Ancora ad oggi, adesso, 29 dicembre, alcuna idea di dove mi troverò il 31. Niente di nuovo sotto il sole, è solo un altro anno che se ne va e uno nuovo che inizia.
(foto di
doc18)