
Nell'universo delle cose importanti o utili da comunicare questa ha il penultimo o ultimo posto. Eppure non posso esimermi dal farlo, visto la viscerale intemperanza che la governa.
Io odio Twitter. Un odio sordo, quasi violento. Sono andata in giro a cercare "o
dio twitter" o "
I hate twitter" su google e ho scoperto che questo è un sentimento condiviso. Ovviamente la cosa non si ferma a questioni tecniche (è lento) o estetiche, ma va più a fondo, e si riferisce alla sua essenza e al suo uso.
Il mio odio per Twitter è pargonabile solo a quello per il film "
Lost in Translation" (odio che richiederebbe un discorso a parte). Probabilmente i due odii hanno dei punti in comune. Ci penserò su. E magari ne scriverò.
Ma torniamo a twitter. Non so se tutti lo conoscete. Troverete definizioni roboanti e miracolistiche, del tipo "lo strumento del nuovo millennio" e stronzate del genere. Niente di ciò è vero. Di fatto hai una tua pagina, puoi cercare i tuoi amici che hanno a loro volta la loro pagina, etc. Diventate amici. Tu leggi le loro cose. Loro leggono le tue cose. Che cosa ci si scambia? Battute. Hai a disposizione 140 caratteri, tipo un SMS, per dire quello che stai facendo. Del tipo "
Pippozzo is...." e tu scrivi quello che stai facendo. In realtà, ovviamente, la gente lo usa per i piu diversi usi, non dicendo esattamente quello che stai facendo in quel momento. Ecco i più diffusi.
- C'è chi ti informa di ogni cosa che sta per bere e/o mangiare, in tempo reale, tutti i giorni.
- C'è chi ti informa di ogni cosa che sta leggendo/ascoltando/vedendo, in tempo reale, tutti i giorni.
- C'è chi ti informa su che cosa sta lavorando, in tempo reale, tutti i gironi.
- C'è chi ti informa su dove si trova in quell'esatto istante, a cosa sta pensando, che temperatura c'è fuori, in tempo reale, tutti i giorni.
Ora, ha perfettamente ragione questa Helen A.S. Popkin a titolare il suo articolo : "
Twitter Nation: Nobody cares what you're doing". Esatto. Non me ne importa niente di sapere tutte queste cose. Voglio molto bene ai miei amici, davvero. Mi interessa sapere di loro, è ovvio. Ma NON con twitter. Twitter me li fa odiare tutti, non uno escluso. L'impressione che ne ricevo è di qualcuno che si senta sempre così importante da dover condividere ogni suo
gesto/scelta/azione con una platea indistinta, in un narcisismo ed esibizionismo virtaul-reale che mi fa venire il voltastomaco.
Ora, voi direte, echettenefrega? Non sei obbligata a stare su twitter! Ecco. La risposta è sì e no al tempo stesso. Vuoi stare su twitter perché ci sono i tuoi amici e senti in un qualche modo che ha senso esser lì, tu che comunque usi vari mezzi. Ma allo stesso tempo non vorresti esserci, e vorresti che gli altri arrivassero ad odiare il mezzo tanto e come te. E quindi attui delle pratiche di resistenza.
Ho trovato uno (Becavolt) che propone di attuare una
pratica Antitwitter. In che cosa consiste? Ti costruisci la tua pagina twitter, con i colori invertiti (tutto black, per intenderci) e scrivi solo falsità, cose non vere.
Questo atto di resistenza richiede troppa fatica, per il mio conto. Io ho adottato altre pratiche. Ho sottoscritto il twitter del
New York Times, della
Commissione Europea, di
Walter Veltroni e di Stepehen
Colbert, nella speranza che inviino talmente tanti messaggi che lo strumento diventi quasi impossibile da essere usato (troppo poco tempo per leggere tutti i messaggi, e - soprattutto - affogamento nella mischia dei messaggi del tipo "
Pippuzzo si sta preparando gli speghetti al peperoncino" che altrimenti avrebbero troppo risalto). L'altro atto di resistenza da me escogitato è quello di scrivere cose estremamente stupide e tautologiche, sperando che gli altri utenti-amici un giorno vengano illuminati e capiscano l'intriseca stupidità di twitter - e il suo potere deformante. Scrivo cose del tipo "
m. è seduta", "
m. legge", "
m. guarda", "
m. respira". Chissà, chissà se servirà a qualcosa.
Amici, è un appello! Liberatevi dalla schiavitù dell'esibizionismo! Ribellatevi alla dittatura del narcisismo! Accettate l'idea di essere molto, incredibilmente molto simili a qualunque altro essere umano e siatene felici. Uscite da twitter!