A stare in Germania, ti fai una cultura di tante cose che da noi sono lontane, o in sottofondo, o dietro le quinte.
Ieri su Arte (che in realtá é un canale francese, ma vabbé) c'era il film
"The Man Who Captured Eichmann" (1996), una specie di DocuDrama, come lo chiamano qui, sul tizio che è risucito a beccare e improgionare e poi portare dall'Argentina in Israele, l'ex colonnello nazista
Adolf Eichmann, colui che era responsabile dell'organizzazione e del funzionamento dei trasporti durante il Nazismo. Fu lui, per intenderci, ad organizzare l'identificazione e il trasporto delle vittime ai vari campi di concentramento. Nel 1960 Eichamnn venne catturato dai servizi segreti israeliani, il
Mossad, e trasferito in Israele. Il Mossad è anche al centro del film
Munich di Steve Spielberg. E il Mossad c'entrava pure con il documentario che ho visto dopo il film su Eichmann,
L'espion au champagne (Allemagne, Israel, 2006, 88mn, di
Nadav Schirman). Qui si parla di Gur Arie, un agente segreto israeliano infiltrato in Egitto che a furia di vivere sotto mentite spoglie, sviluppa una sorta di schizofrenia e comincia a condurre una vita parallela che finirà per cancellare quella sua precedente. Un personaggio stranissimo e affascinante, il tutto narrato dal figlio, che oggi vive negli Stati Uniti.