MARGOPOLIS

Me, and You, and bla bla bla...
venerdì, 21 settembre 2007

Milano* ti stupisce

In questi giorni di valigismo (niente a che vedere con il vaginismo, tranquilli, solo una sorta di retropensiero impellente e angoscioso sulla quantità di cose e valigie da preparare prima di un trasferimento) e di ostinato lavoro, mi succedono cose strane di cui vorrei mettervi a parte. Accade infatti che sul finire di un'esperienza, e sulla soglia di una nuova, la vecchia volpe milanese ti colpisca con un inaspettato colpo di coda. Perché ti fa camminare al mattino e incontrare persone che non vedevi da mesi, come se l'urbe fosse un paesiello. Perché improvvisamente le persone arcigne che sembravano dotate di un cuore a scoppio e la cui indifferenza ti feriva e ti faceva dubitare del comunismo, si rivelano umane e calorose come e più di altre. Perché questa città si nasconde e ti beffa, e misteriosamente si rivela all'ultimo per quella che non credevi che fosse, lasciandoti sempre il dubbio che tu, in fondo, non ci avevi capito niente.


*Precisazioni per l'improvvido lettore. E' qui in atto una non ben motivata sineddoche tra la città lombarda e i suoi abitanti, gli stili di vita, i modi di fare, etc.
foto di m a u z

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lunedì, 20 agosto 2007

Formaldeide

Ce la mettono tutta. Dopo i giocattoli tossici, le batterie che esplodono, ecco i vestiti cancerogeni. Sembra che non ci sia proprio più alcuna mezza stagione. Fuori intanto piove come se fosse Novembre. Proprio dopo poche ore di distanza dalla mia statuaria affermazione: "finché ci sono i temporali, mi va bene! Basta che non piova come a novembre!". Ed ecco la pioggia più autunnale battere ai vetri delle finestre.

Venendo verso il mio mattatoio quotidiano, oggi, sentivo come mio solito i saggi programmi di Radio24. Non c'è il mio beneamato, ma un sostituto dall'accento capitolino. Si parlava, udite udite, di Milano. Vari intervistati, unici assenti i rappresentanti della città. De Corato - e con lui l'amministrazione comunale -  sembrava aver declinato l'invito a partecipare. Tra gli ospiti anche l'autore di Milano da morire, un libro tagliente sulla tanto discussa capitale del Nord. Inutile dire che quando sento queste cose, ad esempio che Milano si sta spopolando e che rischia di diventare una città di vecchi ricchi e povere badanti, e tutte queste cose insieme, ecco che un turbinio misto tra ansia nausea e capogiro mi prende e vorrei avere in dotazione un teletrasporto cosmico che mi faccia atterrare in un posto in cui le persone non debbano lamentarsi di dove vivono ogni 5 minuti. Un posto in cui le persone non si vergognino di dove vivono, dove anche passeggiare ha un senso, dove esistono piazze e se non ci son piazze esistono locali e bar e luoghi attraenti e originali. Un posto dove ci sia del cuore oltre al denaro, e dove uno possa tornare col treno sentendosi dentro al petto la parola CASA e non PATIBOLO. Ho pensato così a lungo a questa città che ora mi basta sentirne il nome per avere mal di testa. E' che non arrivo mai a nessuna conclusione.

"Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, sopratutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua [...] sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (sono ora un ricordo abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta)."
Pier Paolo Pasolini , 1° febbraio 1975. L'articolo delle lucciole, in Scritti Corsari, p. 405.

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