MARGOPOLIS

Me, and You, and bla bla bla...
mercoledì, 28 novembre 2007

Perché odio twitter

Nell'universo delle cose importanti o utili da comunicare questa ha il penultimo o ultimo posto. Eppure non posso esimermi dal farlo, visto la viscerale intemperanza che la governa.

Io odio Twitter. Un odio sordo, quasi violento. Sono andata in giro a cercare "odio twitter" o "I hate twitter" su google e ho scoperto che questo è un sentimento condiviso. Ovviamente la cosa non si ferma a questioni tecniche (è lento) o estetiche, ma va più a fondo, e si riferisce alla sua essenza e al suo uso.

Il mio odio per Twitter è pargonabile solo a quello per il film "Lost in Translation" (odio che richiederebbe un discorso a parte). Probabilmente i due odii hanno dei punti in comune. Ci penserò su. E magari ne scriverò.

Ma torniamo a twitter. Non so se tutti lo conoscete. Troverete definizioni roboanti e miracolistiche, del tipo "lo strumento del nuovo millennio" e stronzate del genere. Niente di ciò è vero. Di fatto hai una tua pagina, puoi cercare i tuoi amici che hanno a loro volta la loro pagina, etc. Diventate amici. Tu leggi le loro cose. Loro leggono le tue cose. Che cosa ci si scambia? Battute. Hai a disposizione 140 caratteri, tipo un SMS, per dire quello che stai facendo. Del tipo "Pippozzo is...." e tu scrivi quello che stai facendo. In realtà, ovviamente, la gente lo usa per i piu diversi usi, non dicendo esattamente quello che stai facendo in quel momento. Ecco i più diffusi.

  • C'è chi ti informa di ogni cosa che sta per bere e/o mangiare, in tempo reale, tutti i giorni.
  • C'è chi ti informa di ogni cosa che sta leggendo/ascoltando/vedendo, in tempo reale, tutti i giorni.
  • C'è chi ti informa su che cosa sta lavorando, in tempo reale, tutti i gironi.
  • C'è chi ti informa su dove si trova in quell'esatto istante, a cosa sta pensando, che temperatura c'è fuori, in tempo reale, tutti i giorni.
Ora, ha perfettamente ragione questa Helen A.S. Popkin a titolare il suo articolo : "Twitter Nation: Nobody cares what you're doing". Esatto. Non me ne importa niente di sapere tutte queste cose. Voglio molto bene ai miei amici, davvero. Mi interessa sapere di loro, è ovvio. Ma NON con twitter. Twitter me li fa odiare tutti, non uno escluso. L'impressione che ne ricevo è di qualcuno che si senta sempre così importante da dover condividere ogni suo gesto/scelta/azione con una platea indistinta, in un narcisismo ed esibizionismo virtaul-reale che mi fa venire il voltastomaco.

Ora, voi direte, echettenefrega? Non sei obbligata a stare su twitter! Ecco. La risposta è sì e no al tempo stesso. Vuoi stare su twitter perché ci sono i tuoi amici e senti in un qualche modo che ha senso esser lì, tu che comunque usi vari mezzi. Ma allo stesso tempo non vorresti esserci, e vorresti che gli altri arrivassero ad odiare il mezzo tanto e come te. E quindi attui delle pratiche di resistenza.

Ho trovato uno (Becavolt) che propone di attuare una pratica Antitwitter. In che cosa consiste? Ti costruisci la tua pagina twitter, con i colori invertiti (tutto black, per intenderci) e scrivi solo falsità, cose non vere.

Questo atto di resistenza richiede troppa fatica, per il mio conto. Io ho adottato altre pratiche. Ho sottoscritto il twitter del New York Times, della Commissione Europea, di Walter Veltroni e di Stepehen Colbert, nella speranza che inviino talmente tanti messaggi che lo strumento diventi quasi impossibile da essere usato (troppo poco tempo per leggere tutti i messaggi, e - soprattutto - affogamento nella mischia dei messaggi del tipo "Pippuzzo si sta preparando gli speghetti al peperoncino" che altrimenti avrebbero troppo risalto). L'altro atto di resistenza da me escogitato è quello di scrivere cose estremamente stupide e tautologiche, sperando che gli altri utenti-amici un giorno vengano illuminati e capiscano l'intriseca stupidità di twitter - e il suo potere deformante. Scrivo cose del tipo "m. è seduta", "m. legge", "m. guarda", "m. respira". Chissà, chissà se servirà a qualcosa.

Amici, è un appello! Liberatevi dalla schiavitù dell'esibizionismo! Ribellatevi alla dittatura del narcisismo! Accettate l'idea di essere molto, incredibilmente molto simili a qualunque altro essere umano e siatene felici. Uscite da twitter!
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martedì, 11 settembre 2007

Ad autistica memoria / settembre

Beh, allora, certo. Per la musica, inutile dirlo, basta guardare qui: "Dall'autan all'autunno". Praticamente tutti i concerti da qui a un po' per chi abita in zona milano. Invece io qui segno due cose davvero solo due che mi son saltate all'occhio, dominio arte/fotografia, luogo: Milano. Più che per voi (e chivelofaffare di seguire un mio consiglio? Manco me conoscete!) le scrivo per me, una sorta di reminder online. Tanto qui ci torno spesso, così non rischio di dimenticarmene.

Fino al 7 ottobre
Celebrità dietro l’obiettivo
(Tip: Personaggi celebri diventano insospettabili fotografi. Il mondo visto con gli occhi dei famosi. qui una preview su Corriere.it)
Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno – Milano
Orari: da mercoledì a venerdì dalle 15 alle 19; sabato e festivi dalle 11 alle 19
Ingresso gratuito
www.cesanofotoephoto.it

Fino al 30 novembre
«Vacanze intelligenti»
(Tip: "Un De Chirico spettinato, un Salvator Dalì sornione accanto a una fascinosa ballerina della Fenice, un Matisse assorto alle prese con un paio di forbici: è una galleria di mostri sacri dell'arte del Novecento, catturati nei piccoli gesti della quotidianità durante i loro soggiorni alla Biennale di Venezia" qui una preview su Corriere.it)
Museo della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci»
via San Vittore 21.
Visita inclusa nel biglietto d'ingresso al museo
Orari: martedì-venerdì 9.30 - 17.00; sabato e domenica 9.30 - 18.30; chiuso il lunedì.
www.museoscienza.org

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venerdì, 24 agosto 2007

L'accordo di la

Si diceva con qualcuno, quand'è che suona BUGO, è un sacco che non si vede, ma com'è che non si incrocia più, dopo la full immersion dello scorso anno. Ebbene. Gli occhi mi sono appena caduti su una cartolina appoggiata sul tavolino da almeno un mese e mezzo - attenzione a corrente alternata, o cecità emotiva - ed ecco stagliarsi sul fondo gialloverde le quattro lettere fatidiche. Il BUGO suona il 30 agosto alla festa dell'Unità provinciale di Lecco. Attenzione quindi, non Milano, ma Lecco. E non fate stupidi giochi di parole (anche se, in effetti, a pensarci, Bugo, Milano, Lecco...........) Oh-ho!

30/08 BUGO (Ingresso gratuito)
opening act: I COSI
c/o Festa De L'Unità di Lecco
Fiera S. Giuseppe Artigiano – Osnago (LC)
(qui il programma completo dei concerti)
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categoria: things to do


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